UDI Ferrara‎ > ‎Pace e Solidarietà‎ > ‎

Paesi in guerra e rifugiati: un focus sulla Siria

Sono tre anni che le armi e l’odio stanno distruggendo affetti, relazioni sociali faticosamente costruiti, vite umane, case, strade, moschee e chiese, mercati, pozzi d’acqua, la storia di un paese antichissimo e civile come la Siria. Oggi vogliamo denunciare ciò che sta succedendo in Siria, paese che è a pochi chilometri da casa nostra.
Noi donne dell’UDI insieme a tante/i altre/i abbiamo sempre manifestato e ci siamo sempre schierate,contro qualsiasi conflitto armato, anche se avveniva lontano dal nostro territorio.

Durante gli anni ’60 abbiamo manifestato contro la corsa agli armamenti e denunciato che “la coincidenza tra la volontà delle donne di operare per la pace e l’azione per costruire una società umana diversa, trova nella lotta al disarmo un’espressione tra le più complete… con il disarmo le molte risorse potrebbero essere dirottate verso una più equa organizzazione economica e sociale” e abbiamo insistito con fermezza su un concetto fondamentale: “la personalità della donna, e non solo, può affermarsi pienamente solo nella libertà e nella pace”.

“Da mesi, i militanti jihadisti del Fronte al-Nusra e dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante impongono alle città e ai villaggi che controllano, soprattutto nel nord della Siria, una rigida osservanza della sharia, la legge islamica, in particolare in materia di costumi e di codice di abbigliamento. Secondo l'ONG Human Right Watch, i due gruppi attuano una rigorosa segregazione di genere, impedendo alle donne di uscire da sole, di lavorare o di frequentare la scuola”.

Da oltre tre anni è in atto in Siria una sanguinosa guerra civile che ha portato a distruzioni, morti, sfollati. Non intendiamo entrare nel merito delle ragioni del conflitto né prendere una parte o l’altra, ma vogliamo denunciare la catastrofe umanitaria, civile e culturale che si sta consumando a danno di un’intera popolazione e di un paese ricco di storia, cultura e civiltà. Nelle guerre non ci sono mai vincitori, ma solo vinti, e tra questi le vittime principali sono i più indifesi: le donne e i bambini.

 Secondo i dati ONU il numero delle vittime è superiore a 125.000, di cui circa la metà civili. Da recenti verifiche quasi la metà della popolazione rimasta in Siria ha difficoltà a trovare cibo. Circa 10 milioni di persone (metà della popolazione) hanno dovuto abbandonare la propria casa, il flusso di sfollati all’interno della Siria e verso i paesi confinanti è continuo.

4 milioni e mezzo di bambini risultano sfollati all’interno del Paese, circa 3 milioni di persone sono bloccate in zone inaccessibili o sotto assedio. Circa l’80% di scuole e ospedali sono distrutti e le emergenze sanitarie ed abitative sono disperanti.

Secondo i dati ACNUR 2 milioni e mezzo di siriani sono sfuggiti nei paesi vicini: Turchia, Giordania, Libano, Kurdistan irakeno. I paesi ospitanti li stimano invece a 3 milioni.


L'UDI assieme ad altre importanti associazioni ha organizzato presso il Camelot Café nel parco Urbano di Fererrara mettendo a disposizione documentazione, materiali informativi, proposte per affrontare la drammatica situazione del popolo siriano.

Sono stati in oltre realizzati dei pannelli espositivi che sono disponibili su richiesta.



Comments