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No MORE

Udi e Centro Donna Giustizia invitano

Donne, Associazioni di donne, Donne della stampa, Donne delle istituzioni
Mercoledì, 14 novembre 2012
ore 17,00
presso il Cafè della Paix, Ferrara (p.tta Corelli)
Segue Cena (su prenotazione), per informazioni UDI Ferrara
: +39 0532206233

Lettera d'invito
                                                

COMUNICATO STAMPA

Presentata a Roma il 12 ottobre la Convenzione contro la violenza maschile sulle donne - femminicidio

È la prima volta, dalla battaglia per la legge di iniziativa popolare contro la violenza e lo stupro del 1979, che realtà di donne, anche molto  diverse tra loro, convengono sulla necessità di un confronto sulla violenza maschile e stringono un patto per indicare le politiche prioritarie necessarie all’intero paese rivolgendo un appello all’adesione delle realtà nazionali, locali e singole persone che vorranno riconoscersi in essa.

La Convenzione evidenzia che ad oggi, nel solo 2012, 98 donne, in Italia, sono state uccise da uomini a loro legati da una relazione affettiva, vittime di femminicidio.

Numeri allarmanti, quindi. Ma non solo.

Anche minimizzazione o giustificazione della violenza domestica; mancanza di dati; mancanza di coinvolgimento attivo e sistematico delle realtà della società civile; rappresentazione di donne e uomini in maniera stereotipata e sessista nei media e nell’industria pubblicitaria; inottemperanza degli standard e degli impegni internazionali.

Il 25 novembre 2012, Giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne, non può più essere, in Italia, una ricorrenza rituale.

Ai numeri devono rispondere politiche concrete e adeguate.

Ecco perché da un comitato di associazioni nazionali (UDI, Casa internazionale delle donne, D.i.Re. (donne in rete contro la violenza), Giulia (giornaliste), Telefono Rosa e Piattaforma Cedaw) è partita l’idea di proporre una piattaforma politica per denunciare il fatto che la violenza maschile sulle donne non è una questione privata ma politica ed è un fenomeno di pericolosità sociale per donne e uomini, bambine e bambini; non è un fenomeno occasionale ma un’espressione del potere diseguale tra donne e uomini, di cui il femminicidio è l’estrema conseguenza, e che va combattuta attraverso il cambiamento radicale di cultura e mentalità; la rappresentanza appropriata delle donne e degli uomini in ogni ambito della società; l’uso non sessista del linguaggio, anche nei media; l’assunzione di responsabilità da parte delle Istituzioni.

L’Udi di Ferrara, insieme al Centro donna giustizia opereranno per divulgare e raccogliere adesioni alla Convenzione e alla promozione di confronti istituzionali

 

UDI-Unione Donne in Italia

Centro Donna Giustizia


Ferrara, 18 ottobre 2012

                                                                                                             

Il 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne non può essere in Italia una ricorrenza rituale. Alle parole devono corrispondere con forza, politiche adeguate per fermare la violenza di genere che è una violazione dei diritti umani.

Per questo, associazioni di donne e realtà nazionali della società civile che condividono da tempo un forte impegno per contrastare, prevenire e sensibilizzare sul tema della violenza sulle donne e sui diritti umani, hanno elaborato una Convenzione condividendo una proposta politica unica, aperta all'adesione di altre realtà nazionali, locali e a singole persone, perché consapevoli della diversità delle nostre storie e dei nostri percorsi.

No MORE!

Un patto per prevenire e contrastare la violenza

 

La Convenzione Nazionale contro la violenza maschile chiede allo Stato e al Governo italiano

- il rispetto e l'attuazione delle osservazioni conclusive 2011 del Comitato CEDA W e delle raccomandazioni

della Relatrice Speciale ONU contro la violenza sulle donne;

- la ratifica immediata della Convenzione del Consiglio d'Europa (Istanbul 2011) sulla prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne e della violenza domestica;

-l'applicazione degli standard minimi previsti dal Consiglio d'Europa in materia di prevenzione e contrasto

della violenza sulle donne;

- la verifica immediata sull'efficacia e l'attuazione del Piano di Azione Nazionale contro la violenza con le

promotrici della Convenzione;

- la raccolta sistematica e integrata da parte di tutte le amministrazioni dello Stato e dei centri antiviolenza,

dei dati su tutte le forme di violenza sulle donne, rilevati dai servizi, rielaborati dall'Istat e pubblicati su base

annuale;

- una legge regolarmente finanziata in ogni Regione, anche attraverso i Fondi Sociali Europei, che permetta

ai Comuni di avere risorse certe per sostenere i centri antiviolenza e le politiche locali contro la violenza alle

donne;

- assicurare un'adeguata formazione, attraverso le organizzazioni e le esperte di violenza di genere, per le

Forze dell'ordine e per l'Esercito; il personale dei Pronti soccorso, i medici di base, tutti i servizi socio sanitari, la scuola, l'Università e la Magistratura;

- vietare nei casi di violenza domestica assistita o subita dai minori, l'affido condiviso tra i due genitori, e applicare come prassi l'affido esclusivo al genitore non violento;

- nei casi di separazione per violenza agita dal partner sulla madre e sui figli, proibire l'utilizzo della sindrome di alienazione parentale (P AS) in ambito processuale e da parte di assistenti sociali;

- il Governo ed i Ministeri preposti, insieme all'Ordine dei Giornalisti, la Federazione nazionale della Stampa e degli editori, individuino e adottino gli strumenti di formazione idonei a promuovere nelle redazioni una cultura più consapevole sulla violenza di genere e sul femminicidio al fine di darne una informazione corretta e adeguata, con l'introduzione di corsi specifici per chi già svolge la professione nelle redazioni e per chi si appresta a svolgerla (scuole di giornalismo e master);

- nella scuole e nelle università, la formazione deve vertere anche sulla discriminazione e sulla violenza di genere, includendo, l'adozione di libri di testo che non veicolino pregiudizi di genere nel linguaggio e nei contenuti;

- organizzare l'aggiornamento e la formazione professionale del corpo docente sugli stereotipi di genere e la violenza maschile sulle donne.

UDI Nazionale, Unione Donne in Italia

Casa Internazionale delle Donne

GiULiA, Giornaliste Unite, Libere, Autonome

Associazione volontarie del Telefono Rosa

D.I.R.E. Donne in Rete Contro la violenza

Piattaforma CEDAW "30 anni lavori in corsa CEDAW":

Fondazione Pangea, Giuristi Democratici, Bee Free, Differenza Donna, Le Nove, Arcs-Arci, Action Aid, Fratelli dell'Uomo
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