Vitali Norsa Pesaro Vaniglia

Nome: Vaniglia

Cognome: Vitali Norsa Pesaro

Luogo e data di nascita: Ferrara, c. 1822
 
Luogo e data di morte: Ferrara, 8 marzo 1851

Attività: Patriota

Luoghi abitati: Ferrara

 
Biografia


Vaniglia Vitali Norsa, figlia del ferrarese Giuseppe e della mantovana Gentile Loria, nasce a Ferrara attorno al 1822. La data di nascita è controversa per l’imprecisione delle varie fonti che documentano la sua esistenza. I ruoli della popolazione per il censimento pontificio del 1835 la registrano di anni 13, mentre il Registro dei seppellimenti all’Archivio Storico Comunale di Ferrara segnala, in data 8 marzo 1851, il decesso per “puerperio” a 32 anni di una Norsa Pesaro Vaniglia senz’altro identificabile con la nostra donna. Il doppio cognome paterno (Vitali Norsa) è a volte usato completo, a volte scisso (come accade anche per il fratello Gioas), e a volte si usa in alternativa il cognome acquisito dal marito, per cui un ventaglio di possibilità onomastiche (Vaniglia Vitali, Vaniglia Norsa, Vaniglia Pesaro, Vaniglia Vitali Norsa) identificano la medesima donna nei vari documenti reperiti. L’età approssimativa è prassi abbastanza comune nei fogli di famiglia censuari che spesso riportano gli anni anziché una data di nascita precisa, e vengono aggiornati in tempi diversi a seconda delle ricognizioni successive.

Vaniglia era la prima moglie di Abramo Pesaro, personalità di spicco nella comunità ebraica di Ferrara per il suo spirito patriottico, senso civico e passione storiografica.

Dal matrimonio erano nati Adolfo nel 1846, Lia nel 1848, e Carlo nel 1849. La quarta gravidanza presentò complicazioni e Vaniglia morì assieme al bambino nel 1851 lasciando Abramo vedovo con tre figli in tenera età. In sua memoria venne composto un sonetto dall’amico di famiglia Leon Vita Levi in un foglio volante listato a lutto e stampato dalla tipografia del Lloyd austriaco dove, in puro stile petrarchesco, si ricorda che

 

Era bella gentil pietosa e onesta,

In tanto suo splendor sempre modesta,

E in Lei ne dava Iddio di grazia pegno.

 

Vaniglia acquista ampia visibilità pubblica quando, il 20 febbraio 1848, viene aggregata alla Società del Casino. L’esclusivo circolo cittadino si era aperto ai maggiorenti della borghesia ebraica nel febbraio 1848, sulla spinta dei fermenti democratici sempre più ineludibili in quell’anno rivoluzionario. A più riprese in quel mese vennero accolti 11 israeliti tra cui due donne, Vittorina Vitali Pisa (presentata dalla marchesa Malvina Costabili) e appunto Vaniglia Vitali Norsa (presentata da Luisa Grillenzoni) assieme al marito Abramo Pesaro. I dirigenti del circolo, al termine delle consultazioni della Commissione dei Dieci appositamente convocata, comunicavano all’interessata l’aggregazione “ad unanimità di voti”: “Siamo perciò nella lusinga che Ella vorrà frequentare le nostre unioni, prendendo parte dei divertimenti che soglionsi dare in Casino, renderli con il di lei intervento più lieti e brillanti”.

Proprio la presenza di queste due signore israelite nel gotha cittadino ci induce a pensare che ci fossero anche loro tra le donne ferraresi che consegnarono una bandiera tricolore alle Legioni Romane di volontari in marcia per i campi di battaglia del Veneto alla fine di aprile 1848. I cronisti dell'epoca riportarono che tra le matrone ferraresi si distinguevano “molte signore israelite in bei cocchi vestite tutte di bianco con cappellino nero, sciarpe tricolorate, fiori”: non casualmente venivano riproposti i colori dello stemma municipale (bianco/nero) intrecciati col tricolore nazionale a rimarcare la loro completa integrazione sociale.

Pochi giorni dopo, il 4 maggio 1848, Vaniglia Pesaro viene menzionata tra gli offerenti di  doni a sostegno della crociata contro gli austriaci nella prima guerra d’indipendenza sulla pubblica piazza di Ferrara con “due orecchini scompagni d’oro”. Assieme a lei tantissime sono le donne ferraresi che offrono il proprio contributo patriottico, e tra di loro altre otto ebree compresa la sorella maggiore di Vaniglia, Gagia Vitali in Anau.

Finiti i mesi fervidi di patriottismo del ’48 e della successiva Repubblica Romana, con la restaurazione pontificia terminò anche la stagione di aperture democratiche agli ebrei, con epurazioni, censura ed esili. Il Delegato Pontificio Folicaldi nel 1851 chiese la dealbazione dalla Società del Casino dei 12 ebrei che vi erano stati accolti nel 1848-49 comprendendo nell'elenco anche Vaniglia Vitali Norsa in Pesaro che invece era già morta di parto.

 

 

Bibliografia

Vita Levi Leon, "In morte di Vaniglia Vitali Pesaro. Sonetto$, Tip. del Lloyd Austr. 1851

 

Fonti archivistiche

 

ASCFe

Censimento 1835

 

ASFe

Archivio Notarile Antico

 

BCAFe

 

Fonti archivistiche
ASCFe
Sec. XIX, Censimenti generali della popolazione
 
Autrice della scheda: Silvia Villani
Comments