Canonici Fachini Ginevra

Nome: Ginevra

Cognome: Canonici Fachini

Luogo e data di nascita: Ferrara, 3 gennaio 1779

Luogo e data di morte: Ferrara, 20 febbraio 1870

Attività: Scrittrice, letterata ed educatrice

Luoghi abitati:
Ferrara, 1779-1785
Parma, Collegio delle Orsoline 1786-1796
Venezia, 1797-1814

Mantova, 1814
Ferrara, 1814-1870


Biografia                                                                                                                                                           

Le marchese Ginevra e Rosa Canonici nacquero i primi giorni del 1779. Le gemelle provenivano da una famiglia aristocratica molto conosciuta e importante a Ferrara, e come aristocratiche vennero educate dapprima dalla madre, la marchesa Marianna Cavriani e poi vennero mandate per dieci anni nel collegio delle Orsoline di Parma dove ricevettero una buona formazione umanistica, oltre alla conoscenza delle lingue straniere. All’età di sedici anni, l’istruzione delle Canonici fu considerata conclusa e le ragazze erano pronte per un buon matrimonio. Nel frattempo l’avanzata della campagna d’Italia di Napoleone impose alla famiglia il trasferimento a Venezia, dove Ginevra e Rosa vennero introdotte nei salotti della buona società.
Nella città lagunare si organizzò il matrimonio di Ginevra con il conte Annibale Fachini di Mantova: Ginevra aveva 19 anni, era il 1798.
All’età di 35 anni, Ginevra rimase vedova, senza figli e ritornò definitivamente a Ferrara. Nulla si sa della sua vita durante i 16 anni di matrimonio se non che scriveva e si dedicava alla pittura e alle arti figurative e che il 10 novembre 1808 si iscrisse alla Società del Casino che nel 1813 prese il nome di Circolo Unione. Questa società vantava più di trecento soci, il venti per cento dei quali donne. Ad essa erano iscritti molto carbonari che talvolta usavano i suoi ambienti per i loro incontri. E infatti il fratello Giambattista teneva rapporti con la timida e crescente Carboneria ferrarese, al contrario del padre Alessandro, che era un reazionario. Nella casa dei marchesi Canonici si organizzavano incontri di carattere culturale e politico ai quali partecipava anche Ginevra, ma la marchesa non fu mai implicata quanto il fratello nella setta segreta. Non è da escludere tuttavia il suo appoggio discreto e silenzioso per una causa di cui condivideva gli ideali.
Giambattista pagò a caro prezzo il suo legame con la Carboneria: nel luglio 1820, durante la dura repressione austriaca dei moti del Lombardo-Veneto, venne arrestato a Verona e rinchiuso per 5 anni nelle dure carceri dello Spielberg. Anche il marchese, come Silvio Pellico, che conobbe in quell’occasione, scrisse una memoria di quegli anni, pubblicata a Bologna nel 1848: “Un tratto della mia vita”.
Ginevra è una figura molto complessa. La marchesa era una nobildonna colta e letterata e iscritta a varie accademie. Nel 1824 si fece conoscere e apprezzare dagli ambienti intellettuali di tutta Italia con questo scritto: “Prospetto biografico delle donne italiane rinomate in letteratura dal sec. XIV fino ai giorni nostri con una risposta alla Lady Morghan riguardante alcune accuse da lei date alle donne italiane nella sua opera l’Italie”.
Ginevra, sentendosi provocata da Lady Morghan su un tema a lei tanto caro come quello della condizione delle donne in Italia, scrisse in modo passionale e con orgoglio ferito, la difesa delle italiane, di fronte alle insinuazioni di ignoranza e di condotta morale deplorevole mosse dalla scrittrice inglese.
Questa difesa divenne la prefazione di un’opera molto impegnativa, il “Prospetto Biografico delle donne italiane rinomate in letteratura dal sec. XIV ai giorni nostri”. Con un’opera di questo respiro, Ginevra era esplicitamente intenzionata a valorizzare la presenza e il genio femminile nella cultura italiana dall’epoca dei Padri della letteratura – Dante, Petrarca, Boccaccio – fino all’Ottocento, con una cospicua parte dedicata alla vita e alle opere delle sue contemporanee.
La questione femminile non fu solo l’oggetto di quasi tutte le sue pubblicazioni e l’argomento delle sue ricerche, ma anche una premessa ai suoi interventi di politica culturale che si concretizzarono quando decise, a metà della sua vita, di agire lei stessa in maniera diretta in questo ambito, fondando il collegio dell’Immacolata Vergine Maria, che diresse dal 1833 al 1870.
Il suo programma educativo era rivolto alle ragazze di tutti i ceti sociali. La marchesa, infatti, era convinta della necessità di dare una buona educazione anche alle fanciulle di povere origini, cosa che avrebbe portato grandi vantaggi non solo alle interessate, ma anche alla Patria. Questo principio, che ha il sapore degli ideali di eguaglianza proclamati dalla Rivoluzione Francese, conteneva, tuttavia, nel modo in cui era proposto, una dissonanza fondamentale: l’educazione era per tutte, ma alla distinzione di ceto corrispondeva un’istruzione diversa.
Era un’educazione che teneva conto del differente destino delle fanciulle, che non andava messo in discussione. Infatti, le allieve di umili origini erano preparate ad affrontare il mondo del lavoro: per loro non era dunque necessaria quella cultura musicale, linguistica o artistica, che, invece, Ginevra prevedeva per le ragazze nobili e borghesi.
Ginevra, dunque non può essere considerata una rivoluzionaria, perché il suo intento non era quello di stravolgere l’ordine costituito. Anzi, negli anni che la videro fondatrice e direttrice del Collegio, si realizzò una svolta importante nella sua condotta: fondò di sua iniziativa una congregazione di religiose devote alla Madonna e dedite all’unico scopo di educare e custodire le ragazze di cui lei stessa fu Superiora.
Con questa nuova autorità, oltre a quella del cognome nobile che portava, cercò di aprirsi un varco nelle maglie del potere cittadino trovando appoggio nei principali esponenti della Legazione pontificia ferrarese della Restaurazione. Cercò e ottenne, essendo diventata una religiosa cattolica, il valido sostegno del Cardinale-Legato esattamente per portare a compimento il progetto a cui da tanti anni ambiva, cioè quello di offrire non solo una buona formazione cattolica, ma anche una buona istruzione, alle giovani della città affinché imparassero, attraverso le “umili virtù”, a “saper bastare a se stesse”.
La marchesa, sostenuta e aiutata dal potere ufficiale, divenne, allora, lei stessa una donna di potere a Ferrara: dal 1844 al 1858 ottenne il controllo di tutte le scuole femminili ferraresi e si mosse con grande disinvoltura fra i potenti della città; non va dimenticato che il fratello Ferdinando ricoprì la carica di Gonfaloniere e questo agevolò il raggiungimento dei suoi obiettivi educativi.
Gli anni Quaranta furono il momento di massimo prestigio per lei e per il suo Istituto.
Ma i tempi stavano cambiando. Il periodo della sua vecchiaia vide il lento declino del Collegio, che aveva sempre più difficoltà economiche. Un declino che va inquadrato anche nel contesto delle trasformazioni politiche e sociali del paese. Con l’Unità d’Italia e la fine dello Stato Pontificio, Ginevra si vide sempre più messa da parte e considerata rappresentante di un potere che non aveva più diritto di esistere.


Scritti di Ginevra Canonici
I seguenti scritti di Ginevra Canonici sono reperibili presso BCAFe, Sala manoscritti e rari:


“Due giorni in Ferrara. Istruzioni per agevolmente pervenire alla cognizione delle opere tutte letterarie e di belle arti quivi raccolte. Corredata di molte cognizioni utili ugualmente al culto viaggiatore che al cittadino ferrarese”, Ferrara, Tip. Bresciani, 1819

“Prospetto biografico delle donne italiane rinomate in letteratura dal sec. XIV fino ai giorni nostri con una risposta alla Lady Morghan riguardante alcune accuse da lei date alle donne italiane nella sua opera l’Italie”, Venezia, Tip. Alvisopoli, 1824

“Della educazione dei grandi Conservatori”, lettera estratta dal Giornale Araldico anno 1824

“Della lettura dei romanzi e dell’utile e del danno che ne deriva al gentil sesso italiano nelle diverse età. Prosa accademica presentata all’accademia degli Eleuteleiti di S.Miniato di Toscana da Ginevra Canonici Fachini (socia corrispondente di detta accademia, della Tiberina di Roma e della Virgiliana di Mantova) pubblicata in occasione delle faustissime nozze Sordi-Cavriani”, Mantova, Tipografia Virgiliana, 1826

“Della prigione di Torquato Tasso. Lettera di Ginevra Canonici Fachini al Signor Giovanni Monti”, Estratta dal Giornale Araldico volume di dicembre 1827


Bibliografia

Bertelli Luigi, “Critica alla Due Giorni in Ferrara”, in Silvia Sansonetti (a cura di), “Deputazione provinciale ferrarese di Storia Patria. Atti e memorie”, Ferrara 1999

Cazzola Beatrice, “‘Saper bastare a se stesse’ Ginevra Canonici e l’educazione femminile nella Ferrara dell’800”, Università degli Studi di Ferrara, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di Laurea in Lettere Moderne, Relatrice prof.ssa Maura Palazzi. A.A. 2002/2003.

De Paoli Paola, “Ginevra, Ella e Gianna: itinerari storici ed artistici nella Ferrara del ‘mito’ estense, della ‘gloria’ pontificia e del ‘regime’”, in Anna Maria Fioravanti e Francesca Mellone (a cura di), 4° Biennale Donna, “Presenze femminili nella vita artistica a Ferrara tra Ottocento e Novecento”, Ferrara, 1990

Faoro Andrea, “‘Di umili virtù private abbisogna il nostro sesso’. Ginevra Canonici e il suo istituto in Ferrara per l’educazione femminile (1830-1870)”, in ‘Analecta Pomposiana’ (Studi per la parrocchia di S. Bianca), Ferrara, Editai, 2000

Peverada don Enrico, “Pietà e carità nell’Ottocento ferrarese: Ginevra Canonici e l’Istituto dell’Immacolata Vergine Maria”, in “Con le lampade accese. Le suore della carità a Ferrara”, Ferrara, 1998

Tebaldi Dino, “Il lungo incerto cammino dell’istruzione primaria a Ferrara”, Ferrara, Liberty House, 1986

Tromboni Delfina, “Dall’arte del ‘fare’ al ‘fare arte’: storia di tele e di ruoli. Muse, artiste, vestali e ‘femmes savantes’ nella Ferrara tra Otto e Novecento”, in Anna Maria Fioravanti e Francesca Mellone (a cura di), 4° Biennale Donna, cit.


Fonti archivistiche

BCAFe

FONDO DEPUTAZIONE Cart.34, fasc.533
Premiazione degli studi di lingua italiana, storia, geografia, calligrafia, disegno, lavoro, che si dispensano alle allieve della Casa dell’Immacolata Vergine Maria per l’anno 1841. Ferrara, tip. Negri alla Pace, 1841. Allegato: Memorie sull’istituzione del Collegio aperto dalla marchesa Ginevra Canonici in Ferrara sotto il titolo della Immacolata Vergine Maria in data 1833.

MICROFILM
FONDO ANTONELLI
busta 318 a, Albero genealogico della famiglia Canonici

ARCHIVIO PASI-FAMIGLIE
Busta 11 fasc.594, Facchini
Busta 6 fasc.373, Canonici
Necrologio, in “Gazzetta ferrarese” 21 febbraio 1870.
Alfonso Sautto, Una Gentildonna della vecchia Ferrara, in “Corriere Padano”, 21 febbraio 1927.
Carlo Zaghi, Donne del Risorgimento Ferrarese, in “Rivista di Ferrara” II, 1934.

BCABo

SALA MANOSCRITTI E RARI

ARCHIVIO GIUSEPPE RANGONI
Carteggio XIII 74/78, Ginevra Canonici

ARCHIVIO FRANCESCO RANGONI
Carteggio IV B2799
Carteggio XII 2878
Carteggio XIII 2808
Carteggio XIV 2809


ARCHIVIO GIUSEPPE MEZZOFANTI
Corrispondenza 8020
Corrispondenza 8120

SALA CONSULTAZIONE
M. Bandini Buti, Poetesse e scrittrici, vol. I, Tosi, Roma 1947
Pietro Leopoldo Ferri, Biblioteca femminile italiana, Padova 1842
Oscar Greco, Bibliografia femminile italiana, Venezia 1875

BCL

ARCHIVI STORICI BIBLIOTECA COMUNALE
ARCHIVIO GIOVANNI DE LAZZARA
Busta A/5-4-8
253; 254; 272; 406

ASFe
ARCHIVIO CANONICI SERIE PATRIMONIALE
Busta 134, fasc.2 Corrispondenza.
Busta 134, fasc.5 Esercitazioni delle allieve.
Busta 134, fasc.6/1 Regolamenti.
Busta 134, fasc.6/2 Regolamenti.
Busta 133, fasc.2, Testamento del fu Alessandro Canonici.
Busta 108, fasc.16, Testamento di Marianna Canonici.
Busta 108, fasc.18, Legittimità di Marianna Canonici.
Busta 150, fasc.6, Contessa Rosa Canonici Saracco Riminaldi.

ASCFeSEC. XIX
ISTRUZIONE PUBBLICA, SCUOLE ELEMENTARI
Busta 5 fasc.8 Canonici Marchesa Ginevra

ASDFe
FONDO VANNICELLI - CASONI
Cart. 11, lett. A, posizione n° 35

ASMRRFe
Corrispondenze familiari
Ginevra Canonici (ad nomen)


Autrice della scheda: Beatrice Cazzola

 

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