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8 marzo 2012


Perchè questo manifesto:
 

Carissime,

 

la giornata dell’8 marzo quest’anno cade in un momento di grave crisi economica e sociale e di profonda preoccupazione di tutte noi.

Questa crisi non è neutra e viene pagata dalle fasce meno protette della popolazione, di cui le donne rappresentano, da sempre, l’anello economicamente più debole.

Le donne hanno già pagato molto senza ottenere niente in cambio.

Precarietà, licenziamenti, aumento della disoccupazione e l’inoccupazione sono aspetti che hanno assunto proporzioni drammatiche.

All’aumento dell’età pensionabile non ha corrisposto nessuna contropartita in termini di servizi sociali, come abbiamo detto chiaramente l’estate scorsa chiedendo al Governo di mantenere le sue promesse sull’uso di quello che chiamammo “il tesoretto”, ovvero dei quattro miliardi risparmiati con l’aumento dell’età pensionabile delle donne del pubblico impiego.

Se finora l’Italia ha retto a questa crisi è perché sono state le donne che hanno messo in campo con intelligenza e creatività e, soprattutto, con grande responsabilità, tutte le loro risorse ed energie nell' economia e nella cura delle relazioni di cui riconoscono il valore primario.

La disoccupazione e la precarietà di tante  giovani donne, anche con alta specializzazione, inoltre, non permette loro che si creino le condizioni per decidere sul proprio futuro,  annullando progetti e frustrando desideri.

Le relazioni familiari, come anche le reti informali, sorreggono, e spesso sostituiscono, un welfare debole e frantumato, oltre che a macchia di leopardo, come è quello italiano.

La violenza contro le donne cresce e non è adeguatamente contrastata e prevenuta.

 Siamo stanche di essere sempre le più responsabili senza avere nulla in cambio.

Chi cova progetti di restaurazione e di ulteriori carichi su di noi deve sapere che le donne non permetteranno più a nessuno di decidere contro o senza di loro. Per questo, riteniamo che vada ripresa con forza e allargata la battaglia per la democrazia paritaria a tutti i livelli.

Non possiamo più consentire che alle donne sia precluso l’accesso alle cariche elettive e nei posti decisionali come è avvenuto in tutti questi anni a fronte di gruppi dirigenti maschili sempre più inadeguati e spesso fallimentari.

Non possiamo più consentire che la rappresentazione delle donne, contro la quale siamo scese tutte in piazza il 13 febbraio di un anno fa, continui a essere offensiva e carica di pregiudizi e stereotipi, funzionale a non riconoscerci la nostra forza e la nostra qualità politica, sociale e culturale che invece migliorerebbe questo Paese.

Non possiamo più consentire una comunicazione tra maschi che produce incultura e violenza anche tra le giovani generazioni.

Come donne, dobbiamo riprendere le nostre battaglie e farle tornare in tutte le piazze l’8 marzo  nella Giornata internazionale della Donna.

Chiediamo a tante altre donne di condividerle con noi per darci forza reciproca e  dimostrare che le donne dell’UDI, forti della loro storia e della loro consapevolezza, sono una realtà politica ineliminabile. Le battaglie dell’UDI hanno infranto tabù e conquistato nuova coscienza di sé nonché diritti per tutte e tutti.

Da questa coscienza di noi stesse e dei nostri diritti, che abbiamo  conquistato e che nessuno ci ha regalato, siamo decise a ripartire.

Il manifesto dell’UDI di questo 8 marzo 2012 ha infatti la parola d’ordine “Le radici nei diritti per costruire il futuro”,  per darci forza reciproca oggi e domani, nel presente per il futuro, e realizzare nuove possibilità di libertà in uno slancio comune di donne con una storia collettiva, insieme con quante vorranno condividerla ancora una volta. Relazioni in cui forza e desideri, fragilità e convinzione di ognuna sia una  possibilità  di protagonismo per  tutte.

Con forza e leggerezza come ci dice l’immagine del nostro manifesto per questo 8 Marzo. Diverse e insieme.

 

Le responsabili della Sede nazionale

Vittoria Tola e Grazia Dell’Oste

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